Ricerca  
venerdì 24 novembre 2017 ..:: Home » ospedale ::.. Registrazione  Login
 

5x1000sfBianco.jpg
la donazione che non ti costa nulla
maggiori informazioni...

 


OspedPicc1.gif


OspedPicc7.gif


OspedPicc13.gif


OspedPicc16.gif


OspedPicc20.gif


OspedPicc17.gif


OspedPicc21.gif

 Ares Onlus Riduci

 

SpiralePiccola.jpgospedaleTuralei.jpg


L’idea di costruire un ospedale permanente e ben attrezzato a Turalei nasce nel 2005, a seguito di una visita dell’Arch. Paolo Cattaneo: giunse a Turalei durante il viaggio aereo di ritorno in Kenya dalla regione sudanese delle cosiddette Montagne Nuba (nello stato del Southern Kordofan), dove negli anni precedenti, in qualità di volontario, aveva progettato e collaborato attivamente alla costruzione del “Mother of Mercy Hospital”, voluto dalla Diocesi sudanese di El-Obeid.

Il CPA (Coprehensive Peace Agreement), l’accordo di pace fra Nord e Sud Sudan, che pone fine a 22 anni di guerra civile ininterrotta, è stato firmato da pochi mesi. A fronte di una situazione igienico sanitaria catastrofica (Turalei si torva in un’area all’epoca completamente remota, in nessun modo raggiungibile per parecchi mesi all’anno), l’unica struttura sanitaria permanente esistente nell’intera contea era un piccolo dispensario medico, voluto anch’esso dalla Diocesi di El-Obeid (sebbene Turalei faccia parte della Diocesi di Wau) ed utilizzato come base operativa per le periodiche missioni chirurgiche effettuate a partire dalla fine del 2003 dal CCM (Comitato Collaborazione Medica), ONG italiana di Torino da anni attiva nel Sud del Sudan. Una comunità di sette Suore Missionarie della Carità (la congregazione fondata da Madre Teresa di Calcutta), basata a Turalei, a partire dall’aprile 2004, ha gestito il piccolo presidio sanitario nei periodi che intercorrevano fra le varie missioni chirurgiche.

Il 5 ottobre 2005 a Legnano (MI) si costituisce, sotto la presidenza dell' Arch. Paolo Cattaneo, ARES onlus (Architettura - Ricostruzione - Emergenza - Sviluppo), associazione non profit di volontariato che ha come primo intento quello di progettare, finanziare e costruire l'ospedale permanente di Turalei.

Il progetto è quello di ristrutturare i due edifici esistenti e di costruire accanto ad essi altri padiglioni, in modo da creare una struttura ospedaliera vera e propria, dotata di sala operatoria permanente e di un reparto speciale per la cura della tubercolosi. Il CCM si occuperà della gestione del servizio ospedaliero, anche a fronte di un contributo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), del Rotary Club di Chieri (TO), del Rotary Club di Gubbio e del neo-costituendo “Gruppo Valtellina”, che a breve fonderà la onlus “Per Terre Remote – Cooperazione Sanitaria – Comitato Valtellina”.

ARES onlus si occuperà della progettazione e della costruzione dei nuovi padiglioni, oltre che alla ricostruzione e riconversione dei due esistenti.

La Diocesi di El-Obeid ha ricevuto in dono dalle autorità locali il terreno sul quale sorge il dispensario e sorgerà l’ospedale; inoltre, contribuirà alla gestione del servizio medico e coprirà le spese dei trasporti del materiale sia edile sia ospedaliero nel primo anno.

Il progetto prende forma nell’autunno 2005 a seguito di studi sul posto e a mezzo di confronti e consultazioni con il personale medico del CCM e di Per Terre Remote.

Nel febbraio 2006 i primi materiali spediti dall’Italia giungono a Turalei: su gomma fino a Genova, in nave fino a Mombasa (Kenya), di nuovo su gomma fino a Lokichokio (confine Kenya – Sud Sudan) e infine per via aerea fino a Turalei, noleggiando voli cargo.

A quei tempi i collegamenti con le città del nord erano ancora estremamente difficoltosi, e i prodotti industriali sudanesi pressoché inesistenti: i pochi in commercio avevano standard qualitativi estremamente bassi e per contro prezzi decisamente proibitivi. Ecco perché si è deciso di acquistarli in Italia e spedirli sul posto.

La garanzia di ottima qualità e di prolungata durabilità dei singoli componenti e del prodotto architettonico finito è stata alla base del progetto dell’ospedale di Turalei (struttura portante e serramenti in ferro; copertura realizzata mediante pannelli in alluminio verniciato con strato interno di coibentazione; muratura in laterizio e blocchi sabbia-cemento), così come la scelta di soluzioni architettoniche atte a migliorare il comfort interno degli edifici (pareti ventilate; sopraelevazione del colmo; orientamento in base all’asse elio-termico ed ai venti dominanti): ci troviamo infatti nell’africa continentale tropicale sub-sahariana (sul 9° parallelo), caratterizzata dall’alternarsi della stagione secca, torrida e ventosa, con temperature fino ai 48 gradi all’ombra, e della stagione delle piogge, più fresca ma dove l’elevatissimo tasso di umidità aumenta a dismisura la percezione del caldo.

Nel marzo 2006 si parte con i lavori di costruzione dell’ospedale. ARES onlus, oltre all’acquisto ed alla spedizione del materiale dall’Italia e dal Kenya, provvede ad inviare a Turalei i propri volontari, che si alternano nel seguire direttamente i lavori edili, l’arrivo dei materiali, le relazioni con la comunità e con l’autorità locale. ARES onlus provvede inoltre al mantenimento degli operai sudanesi (da Turalei e dai villaggi limitrofi) e dei caposquadra espatriati dal Kenya, che posseggono le conoscenze tecniche ed organizzative del cantiere.

Durante negli anni seguenti, una serie di motivi concatenati fanno sì il progetto originario dell’ospedale sia ripetutamente migliorato ed ampliato: l’affiatamento fra i vari partner coinvolti; le crescenti necessità sanitarie di una comunità locale in vertiginoso aumento numerico; l’entusiasmo dato dal constatare con mano la buona riuscita di un’impresa che appariva titanica ed estremamente difficile al suo inizio, quasi come una sfida contro le avversità; la consapevolezza del ruolo di primaria importanza che l’ospedale stava via via assumendo fra i presidi sanitari permanenti dell’intera contea in una prima fase, e dell’intero Stato Federale  Warrap successivamente (il servizio medico non è quasi mai stato interrotto, anche durante i lavori di ampliamento e di costruzione); le sollecitazioni ricevute da parte dell’autorità politica ed amministrativa di Contea e statale, che ha deciso di donare un lotto di terreno contiguo all’ospedale per consentirne un adeguato ampliamento; la gratitudine e la soddisfazione più volte manifestate dalla popolazione locale per tutto ciò che si stava realizzando.

Il 2 dicembre 2007 l’ospedale di Turalei viene ufficialmente inaugurato dal Vescovo della Diocesi di El-Obeid con il nome di “Mother Teresa and Saint Ubaldo General Hospital”, alla presenza di tutta la comunità locale e di importanti personaggi politici del Sud Sudan. La struttura sanitaria si compone di 9 padiglioni principali: ambulatori (con sala attesa separata); amministrazione e magazzini; blocco operatorio (con lavaggio e sterilizzazione separati); blocco parto; 2 blocchi degenze per medicina generale (40 posti letto); due blocchi degenze per tubercolotici (altri 40 posti letto, con laboratorio ed ambulatorio separati); un edificio per il soggiorno di personale medico, paramedico e volontario (con cucina e sala da pranzo separate).

Vi sono poi  altri edifici di dimensioni minori: due blocchi bagni (ognuno con parte uomini e donne); un edificio tecnico (che ospita i gruppi elettrogeni), 4 gruppi di bagni tradizionali (pit-latrines) e vari magazzini, alcuni dei quali sfruttano i container spediti dall’Italia.

L’intera area è recintata e piantumata.

I lavori edili proseguono per tutto il 2008, tranne per il periodo in cui ARES onlus e tutte le altre organizzazioni coinvolte nel progetto sono state costrette ad evacuare il proprio personale espatriato. Il riferimento è ai violenti scontri bellici nella città di Abiey (distante circa 80 km) avvenuti il 20 maggio 2008 fra esercito governativo del nord e SPLA (esercito del sud), che hanno fatto per settimane vacillare la fragile pace che è stata faticosamente raggiunta fra le due fazioni.

In quel periodo l’ospedale aveva sospeso perfino il servizio medico: l’organizzazione MSF (Medecins Sans Frontiers) ha avanzato richiesta di usufruire delle strutture mediche per curare civili e militari feriti negli scontri, disponendo loro dei mezzi necessari per affrontare adeguatamente una tale situazione di emergenza. Al termine del periodo trascorso a lavorare nei padiglioni dell’ospedale, non ha mancato di lodare l’efficienza e la funzionalità degli spazi realizzati.

L’attività medica e i lavori di completamento riprendono nel luglio 2008: in base alle ultime richieste dei gestori dell’ospedale, sono ancora da realizzare alcuni padiglioni, oltre che procedere alla posa dell’impianto elettrico e dell’impianto idrico.

A gennaio 2009 la Diocesi di El-Obeid, legale proprietaria dell’opera, fa sapere ad ARES onlus che intende procedere autonomamente al completamento dell’ospedale di Turalei.

Ad oggi, l’ospedale di Turalei è l’ospedale di riferimento per lo Stato Federale Warrap e si annovera fra i più importanti presidi sanitari dell’intero Sud Sudan.

 


Syndicate   Stampa   

Copyright (c) 2017 Ares Onlus architettura ricostruzione emergenza sviluppo   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation